Voci di confine. Approcci pedagogici come affreschi compositi del sé, tra narrazione autobiografica, migrazione e musica
DOI:
https://doi.org/10.57568/iulresearch.v6i11.771Parole chiave:
narrazione autobiografica, migrazione, musica, relazioni significativeAbstract
Nel contesto educativo contemporaneo, il tema della migrazione assume un’importanza crescente, sia per il numero di persone che si spostano attraverso le frontiere globali, sia per le sfide legate all’integrazione e alla costruzione di una società interculturale. In questo scenario, l’adozione di metodi pedagogici sensibili alle esperienze migratorie e in grado di favorire l’inclusione e l’autoconsapevolezza si rivela fondamentale. La musica, con le sue diverse forme di produzione, la narrazione autobiografica e la migrazione sono elementi che, pur nell’apparente separazione, possono essere straordinariamente potenti se utilizzati insieme in un contesto pedagogico. Ognuno di questi aspetti offre una dimensione fondamentale nell’integrazione dell’individuo in contesti migratori. Un approccio pedagogico che integra musica, narrazione autobiografica e migrazione non solo favorisce la comprensione reciproca e la valorizzazione delle identità culturali, ma offre anche strumenti per gestire il trauma e per costruire ponti tra diverse realtà sociali e culturali.
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